sabato 13 giugno 2009

LA BOX CONTRO LA CRIMINALITA'


Grande successo di partecipazione ieri, venerdì 12 giugno, per la manifestazione organizzata in corso Vercelli dai commercianti e dai cittadini della zona. Tutti in strada, tra i negozi aperti e gli spettacoli a ogni angolo, per far vivere il quartiere anche di sera ed evitare che la criminalità possa prendere il sopravvento nelle ore più tarde. Un’iniziativa che si ripeterà per le prossime due settimane, sempre di venerdì, a partire dalle ore 19:30.
Tutti hanno fatto la propria parte, i negozi di frutta e verdura hanno offerto qualche prodotto, nei pressi dei bar era organizzato l’intrattenimento musicale, mente, tra le vie, sfilavano i trampolieri. Tra i protagonisti di questa serata di festa e impegno civile, la Box e Thai box school di Remo Fontana che ha sede a pochi passi dalla manifestazione, in via Verres. Tutti i lottatori della scuola hanno intrattenuto il pubblico con incontri di esibizioni combattuti su un ring allestito in una piccola piazzetta. Grande l’afflusso di persone incuriosite dall’antica arte del combattimento e dallo spettacolo dato soprattutto dai lottatori delle classi di bambini.

venerdì 12 giugno 2009

VITA DA VOLONTARIO


Tutti abbiamo ancora negli occhi le imprese sportive dell’ultimo Meeting di Atletica – Memorial Primo Nebiolo. Pistorius, Cerutti e gli altri grandi campioni hanno animato questo evento esaltando il pubblico. Se tante emozioni sono state vissute, però, non è solo merito degli atleti, delle squadre, delle federazioni, il merito è anche e soprattutto dei volontari per lo sport che partecipano a ogni manifestazione rendendola possibile. Molto tempo prima di un evento i volontari cominciano a lavorare perché tutto sia perfetto. Nei giorni delle gare si occupano degli atleti, del pubblico, delle premiazioni, insomma, sono l’anima di queste manifestazioni che non godono del circuito economico degli sport maggiori e per farlo non chiedono nulla in cambio, se non un ringraziamento.

L’Associazione Primo Nabiolo di volontariato sportivo, fondata dopo le Universiadi del 2007, raccoglie circa 250 iscritti che periodicamente ricevono una proposta di partecipazione agli eventi. Secondo la propria disponibilità i volontari partecipano a questi appuntamenti, sostanzialmente, rendendoli possibili. Tra questi iscritti anche Elizabeth, studentessa di Scienze del Turismo e volontaria per lo sport da alcuni mesi. «Ho cominciato con gli Europei di atletica. Io amo lo sport – spiega – e questo è un modo per farne parte, per viverlo dall’interno sentendoti importante in quello che stai facendo. Lo fai per passione, per altruismo, secondo le tue possibilità ed è molto bello. Con quest’attività – continua Elizabeth – hai anche la possibilità di fare molte amicizie e di conoscere persone di tutti i tipi».

Le persone che decidono di fare i volontari, ovviamente, non sono pagate. Ricevono, giustamente, dei piccoli rimborsi per i pasti durante gli eventi sportivi o per i grandi spostamenti. Quello che viene facilmente da chiedersi, sia per questo tipo di volontariato sia per gli altri, è capire cosa spinge qualcuno a diventare volontario. A questa domanda ha risposto Franco, membro storico dell’associazione dai capelli grigi e dalle tantissime esperienze vissute in questo mondo. «L’altruismo può essere l’unico motore di questa esperienza. Vivi dall’interno l’evento e questo ti da tanta emozione. Certo, c’è da lavorare molto e non si è pagati, ma le soddisfazioni sono altre». La gratificazione, appunto, ma allora qual è il momento più bello ed esaltante dell’esperienza di un volontario? «Alla fine di tutte le manifestazioni – spiega Franco – tutti i volontari sono chiamati a fare un giro della pista per ricevere l’applauso del pubblico che è sempre molto caloroso. Ecco, l’emozione è tanta ed è lì che capisci che ne è valsa la pena».

L’Associazione Volontari per lo sport ha sede in via Braccini 1, presso il Cus Torino. Il sito di riferimento per ottenere informazioni è http://www.associazioneprimonebiolo.org/

ENAKAPATA - DA SECONDIGLIANO A TOKIO


Cartoni animati cruenti, pesce crudo da mangiare e il Karate di Bruce Lee (che, tra l’altro, era di origini cinesi): gli stereotipi nostrani sulla terra del sol levante sono più o meno questi; come accade da altre latitudini, quando, pensando a noi italiani, parlano di pizza, spaghetti e mafia e la cosa non ci fa tanto piacere. Il libro “Enakapata – da Secondigliano a Tokio”, scritto a quattro mani dagli autori partenopei Vincenzo e Luca Moretti, racchiude in sé tanti significati, tra questi, anche l’intento di approfondire nel migliore dei modi la conoscenza di una cultura tanto lontana e tanto etichettata dagli occidentali.

Il libro, edito da Ediesse, è protagonista in questi giorni di un tour di presentazione in Italia, dalla Campania al Piemonte. In due autori, Vincenzo Moretti docente di Sociologia dell’organizzazione all’Università di Salerno e padre di Luca, musicista e appassionato di cultura nipponica, hanno fatto tappa a Torino lo scorso 5 giugno, in un incontro organizzato nella libreria Coop di piazza Castello. In quest’occasione padre e figlio hanno parlato del testo, un diario, nato dal viaggio a Tokio di Vincenzo con lo scopo di fare ricerca, accompagnato dal figlio Luca. Enakapata vive di diversi fili conduttori, è una perfetta fotografia del Giappone moderno, della sua cultura e delle sua società, vista attraverso gli occhi di due scrittori privi di ogni preconcetto o cliché. Uno strumento che permette, inoltre, di mettere a confronto le due città, Napoli e Tokio, e i due paesi, Italia e Giappone, evidenziando similitudini e differenze nell’intento di far cogliere al lettore quelle diversità orientali viste generalmente come delle stranezze, ma che costituiscono, secondo il libro, il valore aggiunto di una società perfettamente organizzata (o quasi) e dagl’alti valori civili. Infine, questo libro presenta anche un lato molto umano nella riscoperta del rapporto tra padre e figlio, messi a stretto contatto dai trenta giorni trascorsi in Giappone.

Diversi gli interventi nel corso della presentazione. Vincenzo Moretti ha fatto un’analisi a largo spettro del testo e della sua esperienza, soffermandosi non poco sulla visione del paese fatta attraverso gli occhi di un non turista. Il figlio Luca, invece, ha usato un’ironia che racchiude, forse, molta parte del senso del libro: “Che paese strano, perdono così tanto tempo a differenziare i rifiuti”; o anche: “Pensare che sono talmente puntuali che si può regolare l’orologio in base all’orario dei treni”. Bella la proposta fatta da Anna Masera, direttrice de La Stampa web, a cui è stata affidata l’introduzione. Secondo la giornalista, questo testo andrebbe adottato nelle scuole come libro di educazione civica. Presente tra i relatori dell’incontro anche la giornalista Alessia Cerantola, dottoressa in Lingue e civiltà orientali. Nel suo intervento, la dottoressa Cerantola ha descritto bene l’evoluzione di questo paese dal secondo dopoguerra a oggi e ha sottolineato fondamentalmente un concetto: “Una cultura che non si conosce può apparire strana, può essere facilmente etichettata negativamente. Un errore che nel caso del Giappone non permette di vedere quello che di bello ha da offrire questo paese e tutto quello che si può tranquillamente prendere ad esempio”.

mercoledì 3 giugno 2009

A TRE GIORNI DAL VOTO

L’hanno detto in molti e l’hanno capito quasi tutti: le prossime elezioni Amministrative e Provinciali, in Irpinia, hanno un sapore in più. Rappresentano la possibilità di un cambiamento nelle tradizionali strategie di gestione territoriale, costituiscono un passaggio fondamentale in vista delle Regionali e sono un banco di prova delle alleanze politiche costituite. Gli ultimi giorni della campagna elettorale, quella dei grandi numeri e dei troppi veleni, sono serviti far capire definitivamente le logiche degli schieramenti. Il Pd nel segno della continuità, come ribadito negli incontri pubblici finali alla presenza di qualche leader nazionale. Il Centrosinistra alternativo come nuova strada per l’affermazione dei valori della sinistra ad Avellino, proposti dai candidati nel tour su tutto il territorio. I movimenti civici, presentati come portatori di nuovi progetti amministrativi fondati su pochi temi ritenuti fondamentali. Infine, il centrodestra che negli ultimi giorni di campagna elettorale, per voce di tutti i suoi rappresentanti, ha fatto capire con chiarezza alla popolazione qual è il grande programma di cambiamento che si vuole far partire da Avellino e dall’Irpinia, passando per Roma e arrivando a Bruxelles.

Cosimo Sibilia, candidato alla presidenza della Provincia, nei suoi ultimi discorsi ha sottolineato l’importanza della partita che si gioca nelle istituzioni sovranazionali per i fondi europei, ricordando la bontà dei candidati Pdl per il parlamento europeo. In linea con quanto detto anche l’euro candidato Giuseppe Gargani che, presente in diversi comuni della provincia durante questi giorni, ha auspicato un ampio successo del centrodestra sui tre fronti in modo da poter connettere al meglio la politica locale a quella centrale Italia e a quella europea dove, ha spiegato in più occasioni Gargani, il Pdl ha una collocazione precisa e un ruolo centrale a differenza del Partito democratico. Di Europee ha avuto modo di parlare in settimana anche il vice coordinatore regionale del Pdl Marco Milanese, che si è detto soprattutto sorpreso di come la campagna elettorale irpina, da parte del centrosinistra, colpevolmente, non abbia colto l’importanza della tornata elettorale europea. In questo senso, Milanese si è detto speranzoso che nel tempo si possa costruire un’ampia filiera istituzionale che comprenda anche la regione Campania dal prossimo anno.

Questa grande campagna elettorale, però, non poteva chiudersi senza uno strascico polemico, con un ultimo colpo di coda al veleno che ha visto protagonisti alcuni esponenti del Pd; definito, ironicamente, “in piena crisi di nervi” da parte dell’onorevole Pdl Marco Milanese. Protagonista delle ultime tensioni è stata l’ex presidente della Provincia Alberta De Simone, le ricostruzioni sul suo mandato a Palazzo Caracciolo finito prima del tempo e le sue accuse di coerenza ai vertici Udc. A lei ha risposto soprattutto Giuseppe De Mita, denunciando il malgoverno che all’epoca la presidente portò avanti, e Cosimo Sibilia, ricordando i casi di trasformismo e incoerenza protagonisti della carriera politica della De Simone. L’atto conclusivo e più importante, però, è accaduto ad Ariano, dove la gestione dell’emergenza rifiuti durante la presidenza De Simone ha lasciato non pochi ricordi critici e polemici. Qui, in occasione di un comizio elettorale, la ricandidata alla presidenza della Provincia è stata contestata dallo stesso Pd; nello specifico, dall’aspirante sindaco di Ariano per i democratici, Gaetano Bevere, e dal gruppo dei socialisti.

Ultima settimana d’incontri anche per Massimo Preziosi, presente, oltre che negli appuntamenti ufficiali di coalizione, in diverse occasioni cittadine. Il messaggio finale è stato di rivendicazione della propria appartenenza a questa terra e ai suoi valori e di rigetto per ogni logica amministrativa del passato. Amministrazione uscente tirata in ballo, dunque, che sul finale è stata protagonista dell’ultima grande polemica elettorale: l’inaugurazione della casa dell’associazionismo nell’ex distretto militare. Critico con il nuovo taglio del nastro il Centrosinistra alternativo che, nelle parole dell’aspirante sindaco Gengaro, ha parlato delle varie inaugurazioni fatte nelle ultime settimane come di spot elettorali e, per di più, opere progettate da altri (la vecchia Giunta Di Nunno) e ultimate, anche in maniera incompleta secondo Gengaro, dall’Amministrazione uscente.

NOI RIFORMATORI AZZURRI

Orazio Sorece, già presidente del circolo provinciale Noi Riformatori Azzurri e candidato al Consiglio comunale di Avellino, è stato nominato membro della direzione nazionale dei circoli. La nomina per il direttivo, composto per lo più da parlamentari del Pdl, è arrivata la scorsa settimana quando il presidente nazionale dei circoli, l’onorevole Colucci, è intervenuto al convegno organizzato dai rappresentati locali ad Avellino.

Dottor Sorece, cosa significa per lei e per il suo circolo questa nomina?
«Sono assolutamente onorato e molto soddisfatto di quanto è accaduto. Voglio sottolineare come questo sia il frutto di tutto l’impegno e di tutti i sacrifici profusi da me e dalle tante persone che mi stanno intorno e che collaborano con me; è una soddisfazione di molti, di un gruppo coeso che ha costruito un circolo, quello irpino, che può essere preso oggi a modello per la sua attività».

Per le prossime elezioni, il circolo conta di quattro candidati al Comune e cinque alla Provincia. Qual è il bilancio della campagna elettorale svolta?
«Posso dire che è stata una campagna elettorale molto competitiva. Noi ce la stiamo mettendo tutta, forti della nostra compattezza e delle nostre idee. Mi spiace – aggiunge – che sia una campagna in cui è difficile confrontarsi sulle idee, sui programmi. Un lungo periodo pre-elettorale fatto di attacchi personali, un sistema che umilia e mortifica soprattutto i giovani che si affacciano alla vita politica. Noi, comunque, andremo avanti per la nostra strada».


C’è stato tempo e modo nel corso di queste settimane di spiegare all’elettorato i programmi, quali sono, secondo lei, le priorità per questa città?
«Da tempo ho detto una cosa molto importante: è necessario e fondamentale che ad Avellino ci sia l’università. È vergognoso – spiega - che la nostra provincia sia la sola, tra quelle della Campania, a non avere un polo della cultura. Oltre a Napoli, Caserta, Salerno e Benevento, anche territori come Grottaminarda o Nola hanno provveduto ad assicurarsi delle sedi. Non c’è bisogno di creare da subito un polo centrale, ma si può procedere passo dopo passo per portare un’istituzione così importante e fondamentale in una città, la nostra, che la merita a pieno. Storicamente non è mai stata fatta a causa della presenza di Fisciano a 35 km. Considerando sia l’andata sia il ritorno, gli studenti irpini hanno serie difficoltà in termini di tempo sottratto allo studio e di qualità della vita universitaria. Anche le loro famiglie, poi, devono sostenere delle spese non irrilevanti a causa di questa distanza dalle facoltà. Questa è certamente una risposta al problema della fuga dei giovani dai nostri territori; questione di cui si è parlato moltissimo in campagna elettorale e, rispetto alla quale, noi diamo una prima soluzione concreta».

L’università tra le prime esigenze del territorio, oltre a ciò, quali sono i capisaldi delle vostre idee?
«Bisogna prendere in mano la situazione della rete ferroviaria ad Avellino. Per arrivare da Roma a Napoli, ormai, ci vuole meno che da Napoli ad Avellino. Non vedo perché non si possa valorizzare e migliorare sensibilmente questo scalo che è in pratica solo merci, per ora. Il traffico, inoltre. La nostra è una città senza servizi, senza parcheggi, che non si adegua alla qualità della vita che le persone chiedono e meritano: la gestione del problema viabilità è stata assurda».

A proposito di ciò, l’opera del tunnel è uno delle più criticate in campagna elettorale, lei cosa pensa a riguardo?
«Un’opera faraonica di cui non c’era bisogna. Va bene il rinnovamento, va bene il progresso, ma con infrastrutture adatte e integrabili alla città».

Dottor Sorece, come diceva in precedenza, questa è stata una campagna elettorale competitiva, dai grandi numeri e dai molti veleni. Lei saprebbe riconoscere un merito all’Amministrazione uscente?
«Certamente, non è un problema. Io credo che il corso di Avellino sia un’opera positiva. Detto ciò, non possono chiedere di essere riconfermati perché gli errori amministrativi che commettono ogni giorno sono troppi e rischiano di distruggere quel poco di buono che fanno».

giovedì 21 maggio 2009

DENTRO I PROGRAMMI ELETTORALI


Non si può certo dire che la campagna elettorale del record di candidati sia stata, fin ora, dai toni quieti. Polemiche, attacchi e retorici richiami ideologici si sono susseguiti a colpi di comizi e comunicati su tutti i fronti. Questo, però, non deve distogliere l’attenzione da uno degli elementi cardine da prendere in considerazione: i programmi elettorali. Volendo analizzare, in prospettiva molto generale, le proposte avanzate dai cinque aspiranti sindaco, si può notare come i punti chiave su cui si articolano le idee amministrative si ripropongono quasi per tutti. Allo stesso modo, comunque, esistono diversi fili conduttori delle politiche programmatiche che le liste stanno portando avanti.
La proposta elettorale nel centrodestra del candidato Preziosi è chiara ed è stata la base di accordo che ha permesso la convergenza tra Udc e Pdl; la parola d’ordine è rinnovamento. In un programma assai articolato, che tiene conto degli aspetti infrastrutturali, economici, sociali e ambientali, l’impostazione si basa sulla volontà dichiarata di rapportare l’amministrazione alle esigenze del cittadino, ponendo anche l’accento sui giovani protagonisti della società irpina; la composizione, dal canto suo, dà risposta soprattutto sui punti critici emersi dalle critiche al passato governo del Pd.
Continuità rispetto al passato amministrativo e prospettiva europea sono i caratteri fondanti della proposta elettorale del centrosinistra e del ricandidato Galasso. All’interno di questa coalizione, il Pd in particolare ha impostato la sua campagna elettorale, da un lato, sulla strategia di “atidemitismo” (ricordando molto l’antiberlusconismo dell’Opposizione politica nazionale); dall’altro, ha messo in campo un programma che punta a completare i progetti infrastrutturali e ad affrontare, in un secondo mandato, i problemi emersi nella città.
Restano gli altri tre candidati: Gengaro per il Centrosinistra alternativo, Micera del Movimento di centro per Avellino e Festa per Obiettivo in comune. In questi tre casi spicca un tratto concordante: la volontà precisa di cambiare diametralmente la logica amministrativa della città portata avanti negli ultimi anni. Ognuno di questi schieramenti, però, intende farlo partendo da punti di vista e priorità differenti.
L’ex assessore della giunta Galasso, Micera, uscito sbattendo la porta dall’Amministrazione per contrasti mai sanati con il sindaco, ha in mente un elemento programmatico principale: lo sviluppo produttivo della città che sostituisca la logica cantieristica degli ultimi anni. Anche se, ovviamente, il programma elettorale di questa formazione si articola su diverse questioni gestionali, l’aspetto economico e di rilancio è quello più marcato.
Se il Pd ha impostato la sua campagna anche su uno stillicidio di contestazioni a Ciriaco De Mita e all’accordo di centrodestra, l’aspirante sindaco del Centrosinistra alternativo ha cominciato la sua, di campagna elettorale, riservando parole dure di critica nei confronti del sindaco uscente. Per quel che riguarda il programma elettorale, qui gli aspetti socioculturali e di vivibilità della città spiccano fortemente.
Infine Obiettivo in comune, sintesi di tre civiche, con Festa aspirante sindaco. Il candidato che sempre sorride, come qualcuno l’ha definito, punta a porsi come spina nel fianco delle altre corazzate elettorali ed eventualmente, come ago della bilancia nel ballottaggio. Il suo è un programma che guarda non poco ai problemi della famiglia e che solleva il tema ambientale.

A DUE SETTIMANE DALLE ELEZIONI


In città comincia a fare sempre più caldo e ciò è sintomo che il week end elettorale di giugno si avvicina sempre più. Precisamente, mancano solo due settimane alla data in cui sarà rinnovata l’Amministrazione comunale e quella provinciale, ma non solo, visto che, nelle stesse date, si svolgeranno anche le Europee. Proprio le istituzioni continentali hanno costituito un tema molto dibattuto in settimana. Per primo, il candidato al Parlamento europeo del Pdl Giuseppe Gargani, che ha rilevato come l’Irpinia e la Campania siano euroscettiche data la cattiva gestione del governo regionale dei fondi comunitari. Considerazione, questa, su cui è convenuto anche il leader Adc Francesco Pionati. Sulla questione dei fondi è intervenuto anche Cosimo Sibilia, di tappa a Mercogliano nel suo tour elettorale, sottolineando l’assoluta importanza di questi finanziamenti per mettere in pratica il piano di rilancio che il centrodestra ha in mente per l’ente Provincia.
A proposito di fondi europei, confermata per ora la mancata proroga alla scadenza del trenta giungo per il completamento dei lavori al tunnel di piazza Garibaldi. A riportare in vista la questione della scadenza, oltre l’avvicinarsi stesso della data, il comitato antitunnel che si è detto preoccupato per i tempi di avanzamento dell’opera. Le vicende cantieri e viabilità, dunque, restano molto vive sul tavolo di discussione (d’altro canto il traffico non è certo diminuito) in una città che ha visto anche partire i lavori di preparazione al passaggio del Giro d’Italia ciclistico. Se di strade se ne discute molto, su una in particolare si sono confrontati i candidati a sindaco: Corso Vittorio Emanule. C’è stata una sostanziale convergenza sulla necessità di porre l’arredo urbano in breve tempo e di poter sfruttare al meglio il Corso per l’estate (per ora e ben sfruttato nella campagna elettorale). Tutti i candidati concordano sulla decisione di lasciare la strada chiusa al traffico ma divergono su come farlo. Soprattutto Massimo Preziosi, che affida a un futuro meditatissimo piano del traffico la gestione della zona pedonale; dunque, rimarcando come ciò non sia stato fatto in passato. Questione su cui anche il Movimento di centro per Avellino ha posto più volte l’accento. Dalle strade alle periferie, dato che il degrado e i problemi delle aree estreme della città sono stati protagonisti degli ultimi giorni. Molti gli incontri tenuti in queste stesse zone dagli schieramenti, tra cui il Centrosinistra alternativo in borgo Ferrovia. Dalle liste Mpa per il Comune la denuncia d’invivibilità di alcune zone periferiche come il quartiere San Tommaso. Discussione ripresa anche da Italiani nel mondo che colpevolizzano l’Amministrazione di aver dimenticato le aree più esterne rispetto al centro.
In questa campagna elettorale, certamente, ce le si manda a dire. Tra le tante polemiche ideologiche e un po’ strumentali montate da circa un mese, negli ultimi giorni sono aumentate quelle fatte a colpi di comunicati stampa, lettere alla cittadinanza e interviste. Lungi dall’essere cosa non consentita, la percezione è che alla fine si torni sempre sugli stessi temi: l’antidemitismo, la coerenza, il rinnovamento che rinnovamento non può essere. Cose che, forse, all’elettorato interessano sì, ma fino a un certo punto. Così, tra i tanti discorsi, il senatore Cosimo Sibilia è tornato a parlare dell’intesa Pdl – Udc, al Centro Della Porta con i candidati di Nuova Italia: “Ognuno con la propria storia e identità – ha spiegato - ma con basi programmatiche solide e condivise”. Come a dire: l’Irpinia ha i suoi problemi e per questi non esistono soluzioni politiche, ma solo quelle buone soluzioni su cui Pdl e Udc concordano.
Sul discorso degli antidemitiani cronici è intervenuto anche il candidato alla Provincia del Centrosinistra alternativo Amalio Santoro. In occasione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale, lo scorso martedì diciannove, Santoro ha parlato, tra le tante cose, di come sia inutile e poco conveniente questo “giocare a fare gli antidemitiani”. La giornata inaugurale è stata caratterizzata soprattutto dagli interventi dei due candidati che, oltre a presentare le linee programmatiche, hanno avuto non pochi affondi per i rivali politici. Settimana di lavoro intenso anche per Gianluca Festa di Obiettivo in comune. Diversi gli incontri della sede del comitato civico in cui ambiente, sviluppo sostenibile e ruolo delle donne in politica sono stati le parole chiave.